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materiali per la discussione della riforma gelmini |
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Sul sito del Ministero sono stati pubblicati i definitivi riferimenti applicativi della riforma Gelmini. Confrontando l'orario dell'attuale liceo scientifico con quello del nuovo (non prendo in esame il liceo delle scienze applicate) si evince che nei corsi ordinari l'insegnamento di Italiano resta con un monte ore invariato nei primi tre anni (4 ore a settimana), aumenta di un'ora al quarto per tornare pari alle attuali 4 ore al quinto; è sul Latino che però si perde, e parecchio, e nella versione tradizionale dello scientifico, non in quello delle scienze applicate, dove il Latino semplicemente non ci sarà più. Nel nuovo liceo scientifico il Latino passa a tre ore a settimana in tutti e cinque gli anni, perdendo un'ora al primo, due al secondo, una al terzo e una al quarto, per un totale di cinque ore a settimana sull'intero percorso. Se immaginiamo dieci prime classi nel primo anno della riforma (2010/2011) perdiamo 10 ore, che diventano però 30 sul biennio nel 2011/2012 (sulle prime dieci ore in meno a cui aggiungere le venti in meno delle seconde col nuovo quadro orario). Con sedici prime classi la perdita sarebbe di 48 ore di insegnamento, anche in assenza di una sola sezione di scienze applicate. Non va bene neppure alla tanto - a parole - apprezzata lingua straniera, che perde un'ora in seconda e una in quinta; in compenso i colleghi di latino, o quelli di inglese, forse potranno fare a gomitate, insegnando in inglese il latino o in latino l'inglese, ma sinceramente io questa - è una nota in calce all'orario pubblicato dal ministro - l'ho capita poco, così torno ai numeri. La Storia guadagna un'ora in seconda (questo ridurrebbe i danni sopra descritti per i colleghi di lettere, ma si tratterebbe di un recupero nel 2011/2012: meno 36, pari a due cattedre) ma la perde in quinta a vantaggio della filosofia, che ne prende una in più in terza. Il gioco tra lettere e filosofia per l'insegnamento della storia parrebbe a somma zero, e intanto compatta il modulo di storia e filosofia: due ore per tre classi la storia al triennio (totale sei ore per corso), tre ore per tre classi la filosofia del triennio(totale 9 ore per corso); meglio? Sì per la continuità didattica, no per il numero di corsi per cattedra;la storia e la filosofia in prospettiva si separano come insegnamenti assegnati a docenti che fanno l'una o l'altra (se insegni storia, ad esempio, avremmo tre sezioni, mentre con due corsi una cattedra di filosofia). Matematica e informatica invariate al primo, un'ora in più al secondo e una in più in ogni classe del triennio. Incremento evidente quindi, ma personalmente ridurrei l'entusiasmo per la presunta valorizzazione delle materie scientifiche: proiettando l'incremento del monte ore sul quinquennio, l'invarianza del monte ore al primo anno e il recupero al secondo farebbero apprezzare effetti sulle ore delle materie scientifiche, e conseguentemente sulla forza lavoro occupata in questi insegnamenti, solo nel 2012/2013; ma questi effetti sono di fatto annullati dalla perdita secca delle sezioni (tante ormai negli scientifici di tutta Italia) aderenti al Piano Nazionale d'Informatica. Le scienze aumentano di un'ora in quinta e fanno ingresso in prima con due ore prima assenti (2+2+3+3+3). Disegno e Storia dell'Arte aumentano in prima di un'ora, ma la perdono in seconda, con complessivo mantenimento del monte ore sui cinque anni (2+2+2+2+2). Invariata l'educazione fisica e la religione. Mi scuso anticipatamente per eventuali errori e offro queste note alla discussione e alla necessaria integrazione di ulteriori e più approfonditi contributi. Michele Ambrogio |
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inviato il 28 February 2010 da michele ambrogio |
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