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didattica orientativa |
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Cari colleghi vi fornisco una sintesi del seminario regionale “Conoscersi per Orientarsi”, svoltosi il 16/03/2010 al Liceo Scientifico “Galileo Galilei”, e al quale ho partecipato su richiesta della Dirigente.
Il seminario riguardava l’orientamento non inteso come “che scuola/ facoltà devo scegliere?” ma come orientamento personale di cittadinanza attiva.
Il seminario è risultato interessante soprattutto nella prima parte e ritengo che, a prescindere dal nostro giudizio sulla riforma scolastica che cade su di noi come una mannaia, le tematiche affrontate, che non riguardano, ovviamente, soltanto le materie “scientifiche”potrebbero essere spunto di un dibattito produttivo all’interno del nostro istituto, trattandosi di un “Liceo Scientifico”
Ha aperto i lavori la Prof.ssa Sperandeo, ordinaria di didattica della fisica all’università di Palermo fornendo una serie di riflessioni sulla necessità di puntare alle carriere scientifiche e riguardanti la didattica.
Secondo la Prof.ssa Sperandeo è diventato indispensabile orientare alla formazione scientifica perché, al momento, in una società sempre più dominata dalla tecnologia, rischiamo di essere sorpassati da tutte le altre nazioni, non solo europee. I futuri posti decisionali verranno occupati da stranieri che decideranno del nostro futuro, se i nostri alunni/figli non sono in grado di occuparli.
La professoressa riflette sul significato di “orientare”. Ieri orientare significava informare e vi era un intreccio tra offerte formative della scuola e offerte del mondo del lavoro. Significava anche guidare nella scelta attraverso questionari di interesse e test psicologici o attitudinali, si parlava di alunni che “erano portati per una materia o un’altra”
Oggi l’orientamento sta nella formazione stessa, bisogna orientare per tutta la vita, orientare attraverso l’intreccio delle discipline. Per quanto concerne le materie scientifiche, è necessario mostrare un’immagine della scienza diversa da quella dei manuali o almeno non totalmente avulsa dalla realtà degli alunni. E’ necessario mostrare l’utilità della scienza nel quotidiano, mettere in rilievo, legare i contenuti alla realtà degli studenti.
La professoressa sostiene che la nostra società della conoscenza è una società dove la comprensione di dati e informazioni passa attraverso la capacità di gestire tali informazioni quindi di risolvere problemi. E’ necessario pertanto che: - gli alunni acquisiscano conoscenze scientifiche e tecnologiche - sviluppino le competenze per processi di indagine scientifica che permettano loro di risolvere problemi nel loro quotidiano - la scuola sviluppi la capacità di gestire le informazioni e non si limiti a trasmettere informazioni - gli studenti imparino risolvendo problemi e non “ripetendo” la lezione.
La professoressa invoca quindi uno shift metodologico, uno slittamento di metodo. Si deve uscire dal concetto che insegnare significhi trasmettere informazioni. Apprendere significa costruire quindi scoprire. Bisogna passare dalla formazione della trasmissione del sapere all’apprendimento attraverso la sperimentazione, il fare. E’ indispensabile attuare una didattica laboratoriale.
Il primo livello europeo della formazione è il modello IDE Inquiry ↔ Design ↔ Evaluation che comporta la capacità di trovare i problemi, la capacità di progettare, la capacità di valutare e quindi di prendere decisioni. Coinvolge quindi tre aspetti del sociale: Scienza → Tecnologia → Economia Si individua il problema attraverso la ricerca scientifica, si individuano le possibili soluzioni e si prendono le decisioni “economiche” appropriate.
L’insegnamento scientifico deve passare dall’insegnamento dei concetti alla individuazione/ soluzione dei problemi. La professoressa sostiene che noi italiani siamo molto arretrati rispetto all’Europa. Insegniamo solo i fatti, neppure i concetti portanti delle scienze che permetterebbero un apprendimento / orientamento per la vita. Secondo la professoressa è, quindi, necessaria una riorganizzazione di contenuti disciplinari che mostri: - la scienza nel contesto della società tecnologica - la scienza come soluzione di problemi rilevanti Per far ciò è necessario partire dal contesto e da lì costruire i concetti scientifici e fornisce i seguenti Esempi:
Il prossimo mese i docenti di scienze e di fisica verranno invitati alla giornata Physics in Action
Nel sito web http://ec.europa.eu/research/science-society/document_library/pdf_06/report-rocard-on-science-education_en.pdf si possono trovare le suddette indicazioni.
Progetto ESTABLISH – European Science and Technology in Action Building Links with Industry Schools and Home
Il seminario segue con l’intervento della prof.ssa Roccamatisi che presenta il progetto Orientamento che prevede la formazione di gruppi di insegnanti per una didattica laboratoriale al centro della quale sta la persona allievo di ogni ordine e grado di scuola. Il Progetto è finalizzato alla sperimentazione in classe di tale didattica a partire da settembre con un gruppo di esperti.
La prof.sse Minutoli parla della didattica orientativa come didattica volta alla conoscenza di sé e all’acquisizione di saperi, di conoscenze e di competenze come fondamenti dei diritti di cittadinanza. Una didattica che aiuti lo studente ad assumersi responsabilità verso sé stesso e gli altri fornendogli strumenti di ricerca e di analisi, abilità trasversali, conoscenze disciplinari e competenze dichiarative. (LINEE GUIDA IN MATERIA DI ORIENTAMENTO LUNGO TUTTO L’ARCO DELLA VITA 2007)
Segue l’intervento della prof.ssa Rao che mette in rilievo l’importanza della documentazione di precedenti esperienze significative perché diventino patrimonio di tutta la comunità scolastica e costituiscano memoria per la progettualità futura. La professoressa informa che sul sito dell’IRRE Sicilia si possono trovare informazioni dettagliate sulle tecniche di documentazione e ricorda anche il NUOVOGOLD. Spero di essere stata utile.
Lidia Miraula
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inviato il 31 March 2010 da Giuseppe Marino |
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